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Tech Garden: Ecosostenibile, Iperconnesso e Automatizzato.
in Green & Energie Rinnovabili

Tech Garden: Ecosostenibile, Iperconnesso e Automatizzato.

All’inizio dell’Ottocento un profondo processo di trasformazione ha travolto i giardini d’Europa: in pochi anni si è passati dai giardini all’italiana, statici e formali, ai giardini all’inglese, capaci di descrivere scenari dal respiro paesaggistico più ampio e dall’aspetto più naturale.
Anche da noi si era diffusa la moda, soprattutto in Lombardia, di piantare cedri di tutti i tipi (Cedrus atlantica, C. libani e C. deodara) vicino alle abitazioni: alberi splendidi, ma che si sono rivelati fuori scala, inadatti alla pianura e alla vita urbana alla quale sono stati condannati. E noi con loro. Insomma, viva l’innovazione ma attenti alle insidie, che sono sempre dietro l’albero … pardon l’angolo!

LA QUINTA STANZA
Due secoli dopo gli orientamenti personali in materia sono più dettati dai nostri stili di vita che dal gusto estetico e il giardino attraversa una nuova, radicale metamorfosi: da luogo di pura contemplazione della natura sta diventando sempre più spazio all’aperto da vivere attivamente e in prima persona, anche nella quotidianità.

Quando si progetta un nuovo giardino è ormai necessario dargli più destinazioni d’uso. Può essere un’area feste, una piscina, una zona WiFi, una greenhouse, uno spazio giochi per bambini, un orto urbano - o nel migliore dei casi tutte queste cose insieme - ma il giardino contemporaneo deve per forza prevedere funzioni specifiche e scopi ricreativi. Se si vuole, si può arrivare a trasformarlo in un’estensione dell’appartamento, una “quinta stanza” confortevole, iperconnessa e facile da gestire.

Per ottenere tale risultato è necessario disegnare nel dettaglio ogni elemento di hardscape (muretti, pavimentazioni, strutture fisse) e automatizzare gli impianti - gestione di tappeto erboso, illuminazione e irrigazione con centraline domotiche o connesse in Rete, per esempio – che come vedremo è anche l’anticamera per controllare i consumi e sposare il pensiero green attuale.

TAGLIO AUTOMATICO, PRATO ECOLOGICO
In questo scenario si inseriscono alla perfezione le soluzioni Ambrogio Robot e ZCS Active Panel di Zucchetti Centro Sistemi. Dopo 15 anni e innumerevoli declinazioni, conosciamo bene il robot con la A sul cofano, che lavora a intervalli programmati in modo autonomo e silenzioso, inviando report giornalieri allo smartphone. A chi pensa che questi siano giocattoli per grandi, vogliamo dire una cosa: provatene uno e sentirete voi stessi pronunciare queste esatte parole a voce alta “Ma come ho fatto fino a oggi a vivere senza?” Chiunque abbia un prato - e passi quindi i weekend estivi a smaltire sfalci - sa che cosa intendiamo dire. Ma i vantaggi toccano anche la qualità: con il taglio mulching quotidiano il prato diventa folto, sano e meno affamato di concimi. La novità vera è però il lavoro di squadra tra il Robot e ZCS Active Panel: l’accumulo di energia solare prodotta viene stoccata nelle batterie agli ioni di litio di Ambrogio, pronta a essere utilizzata giorno dopo giorno. Una sinergia a dir poco interessante e innovativa: questo sì che è un ottimo punto di partenza per un vero giardino 3.0!



Molto altro si potrebbe fare per limitare i consumi, a partire dalle sementi. Un tappeto erboso di Festuca arundinacea, ad esempio, garantisce un risparmio idrico maggiore rispetto a un prato seminato a Lolium perenne, perché resiste meglio alla siccità grazie a un apparato radicale più sviluppato. Dalla Toscana in giù si può invece optare per essenze macroterme come Zoysia japonica e Cynodon dactylon, esteticamente splendide e ancora più efficienti dal punto di vista idrico.

PIANTE HI-TECH
Uno dei rischi di un tech garden è che l’insieme trasmetta un feeling troppo minimalista e impersonale. Freddo, in una parola. Fortunatamente la natura ci viene incontro con qualcosa che nessuna scoperta in laboratorio potrà mai darci: la biodiversità. Esistono migliaia di alberi, arbusti, bulbi, erbacee perenni, annuali, tappezzanti, rampicanti e graminacee tra cui poter scegliere. L’uomo si è limitato a selezionarle e a ibridarle per renderle più efficaci dal punto di vista ornamentale. Ed è la loro originale miscela di differenti volumi, habitus, tessiture fogliari, tonalità di colori e profumi che renderà unico e irripetibile il vostro giardino.
Lo spazio a disposizione è poco? Per fortuna ci sono piante per ogni occasione, basta conoscerle. In 20 mq difficilmente potrete inserire un Ginkgo biloba classico – che a maturità sfiora i 40 metri per 10 di chioma – potete però scegliere una cultivar (ovvero una sua “versione” ottimizzata) chiamata ‘Obelisk’, che non cresce oltre i 4 metri per 1,5 m di larghezza. A quel punto ne potreste inserire anche tre o quattro e avanzerebbe ancora spazio. Non avete tempo per potare le siepi? Dimenticatevi della Photinia del vostro vicino (la pianta da siepe più utilizzata in Italia, nel caso ve lo steste chiedendo), che cresce alla velocità della luce, e circondatevi di essenze a crescita lenta, che sono quelle a minore manutenzione. Il Taxus baccata, ad esempio, cresce pochi cm l’anno e forma siepi fitte ed eleganti. E così l’Osmanthus fragrans, che in più produce fiori deliziosamente profumati.

IL SEDUM SUL TETTO CHE SCOTTA
Le piante stesse possono aprire scenari d’innovazione, perché portatrici di una filosofia green con migliaia di anni di anticipo sulla comunicazione aziendale. Prendiamo il banale sedum, la classica pianta delle nonne: basta tritarlo e spargerlo sul terreno - come per seminarlo - e lui attecchisce praticamente sempre e ovunque. È una pianta xerofila: gli basta un goccio d’acqua per prosperare in 15 cm di substrato. Non esiste pianticella più hi-tech, contemporanea ed eco-friendly di questa. Un tetto verde coltivato a sedum porta fresco d’estate e caldo in inverno, migliora il microclima, rilascia l’acqua piovana in modo graduale e consente di risparmiare energia. Innovazione vuol dire anche saper sfruttare al meglio ciò che già esiste.

PETTINIAMO LA STIPA
E che dire della Stipa tenuissima? Questa incredibile graminacea - spettacolare in massa - non necessita di cure, una volta attecchita non deve più essere innaffiata, non ama il concime, rimane sempreverde tutto l’anno e prospera là dove il terreno è più povero. E nella bella stagione la sua chioma senza doppie punte si muove al vento morbida e flessuosa come lunghi capelli biondi: quasi viene voglia di spazzolarla. E forse non sarebbe male, come antistress. Insomma piante e tecnologie possono convivere: e allora usiamole bene entrambe, no?

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